sabato 20 settembre 2008

L'estate è finità

Ormai il caldo torido degli utlimi giorni sta pian piano scorparendo e ancora si rimane il ricordo di questa caldissima estate.
Amici, bagni, e la serà tutti vanno ad affollare tutti i pub delle zone balneari portando con se tutta l'allegria, ma all'arrivo del mese di settebre si ritocca la fatica, c'è chi ritorna a lavoro, c'è chi torna a scuola, bene cari mei utenti non mi resta di augarvi buon Lavoro

domenica 30 dicembre 2007

Buon anno a tutti

Chatlander augura a tutti i suoi utenti

Bone Feste

lunedì 12 novembre 2007

Addio a Enzo Biagi


MILANO - È morto Enzo Biagi. Il popolare giornalista e scrittore si è spento poco dopo le otto nella clinica Capitanio di Milano, dove era ricoverato da una decina di giorni per problemi polmonari e cardiaci. Al momento del decesso c'erano al capezzale le due figlie, Bice e Carla. A dare la notizia della morte di Biagi è stato il medico Giorgio Massarotti: «Per incarico della famiglia, con estremo dolore, annuncio che il dottor Biagi si è spento con serenità». Poco dopo è arrivato il messaggio di cordoglio del presidente Napolitano: «È scomparsa una grande voce di libertà».

L'ARRIVO DELLE FIGLIE - Le due figlie di Biagi erano arrivate in clinica attorno alle 7 e 25. Contrariamente a quanto accaduto nelle sere passate, avevano trascorso la notte nella propria abitazione. Al loro arrivo alla clinica sono immediatamente entrate, senza attardarsi con i giornalisti. «Si è addormentato sereno prima della morte - ha raccontato poi la figlia Bice. - Devo dire che aveva programmato tutto anche per noi, ci ha fatto dormire qualche ora a me e mia sorella, e ci ha aspettate». «Voi e tutti ricorderete Enzo Biagi - ha continuato -, io ricordo mio padre e sono grata a tutti quelli che in questi giorni ci hanno dimostrato tanto bene. Non dico che per noi è una scoperta ma ci ha stupito. Noi siamo i suoi figli, io ho perso un padre e sono solo più sola».

ULTIMO REGALO- Le figlie di Biagi hanno poi raccontato che il padre ha vissuto come un regalo della vita la possibilità di riprendere negli ultimi mesi il proprio lavoro di sempre come giornalista anche televisivo. «Ha avuto dei grandissimi dolori privati, negli ultimi anni, ma la vita gli ha dato un ultimo regalo - ha detto Bice - perché pochi mesi fa ha potuto riprendere, per qualche mese, il lavoro che aveva fatto tutta la vita». Bice, insieme alla sorella Carla, ha voluto ricordare in particolare il periodo trascorso dal padre come partigiano. «Ha sul petto il distintivo di Giustizia e Libertà, era una delle cose a lui più care, di cui parlava di più. Anche questo mi piace ricordare». Bice ha riferito inoltre che l'ultima frase pronunciata lunedì sera da Biagi alle figlie è stata: «Ho tanto bisogno di voi». La figlia Bice ha concluso definendo il papà «una persona per bene e coerente».

IL RICOVERO - Biagi, nato nell’agosto del 1920 a Pianaccio di Lizzano in Belvedere, era ricoverato da venerdì 26 ottobre per accertamenti di routine. Successivamente, si era resa necessaria una degenza più lunga per subentrate complicazioni. Nella mattinata di venerdì le condizioni di Biagi si erano aggravate, poiché ai problemi cardiaci si erano aggiunti problemi renali e polmonari. Ma anche questa ennesima crisi era stata superata "combattendo come un leone", come avevano riferito le figlie. Nelle ultime ore, però, la situazione era tornata nuovamente ad aggravarsi. Che la battaglia fosse persa lo avevano sostanzialmente ammesso in questi giorni le stesse figlie, che in questi giorni non hanno mai rifiutato il contatto con la stampa, un mondo nel quale la famiglia Biagi ha una tradizione ben radicata. «La situazione è precipitata» era stato il primo annuncio e poi, con il passare delle ore e dei giorni, «è sempre lucido, determinato, sereno», «c'è stato un lieve miglioramento ma la prognosi resta riservata», «è molto affaticato»: frasi, pronunciate in tempi diversi, più eloquenti di qualsiasi bollettino.

UNA FIBRA FORTE - Non restava che attendere, anche perchè il pessimismo dei medici non lasciava spazio alla possibilità di una ripresa. Eppure Biagi già altre volte era riuscito a superare serie crisi. In una intervista del 2004, all'epoca del suo allontanamento dalla Rai, parlando dei suoi problemi, ricordava di aver fatto «due pneumotoraci» e di aver impiantati «sei by-pass» anche se su di lui avevano pesato, più di quelli, la morte della moglie Lucia, nel febbraio 2002, e della figlia Anna, a soli 47 anni, nel maggio dell'anno successivo. Ma la sua forte fibra aveva resistito a tutto. Proprio per questo, quando si era diffusa la voce del ricovero in clinica di Biagi, dieci giorni fa, sembrava potesse trattarsi di uno dei tanti controlli ai quali periodicamente veniva sottoposto. In realtà era qualcosa di più: la situazione stava degenerando. Era inevitabilmente questione di giorni.

I FUNERALI - I funerali avranno luogo giovedì a Pianaccio, il piccolo borgo di Lizzano in Belvedere, sull'appennino bolognese, dove Biagi era nato. La camera ardente è prevista alla clinica Capitanio di Milano, con accesso attraverso l'ingresso di via Quadronno. Resterà aperta per due giorni. Poi, giovedì mattina, il feretro sarà trasferito a Pianaccio per i funerali. Biagi sarà sepolto accanto alla moglie e alla figlia. «Lo portiamo nel posto da dove, come lui diceva, 'Non sono mai partito'».

martedì 26 giugno 2007

La grandissima Bufala di Casa Microsoft

Ecco A voi la grandissima Buffala della casa Microsoft

Come si e fatta ingannare Facile il nuovo Sistema Windows Vista

come spiega il sito http://www.no1984.org/Fermiamo_Windows_Vista!

Il nuovo sistema operativo Windows Vista di Microsoft è grandissimo passo indietro per la libertà dell'utente.

Infatti Windows Vista dice alla microsft tutto quello che state facendo

come dice L'esperto di sicurezza Bruce Schneier lo spiega in modo conciso:
"Windows Vista include un insieme di 'caratteristiche' indesiderate. Tali caratteristiche rendono i computer meno affidabili e meno sicuri. Rendono i computer meno stabili e più lenti. Creano problemi per il supporto tecnico. Possono perfino richiedere un aggiornamento di alcune periferiche e del software già presente. E non fanno niente di utile. Infatti operano contro l'utente. Sono le funzionalità di digital rights management (DRM) cablate dentro Vista che operano secondo le direttive dell'industria dei contenuti digitali - e non possono essere rifiutate."

infatti l'unica pecca di windows vista e che vi obbliga a installare i programmi da voi non richiesti
infatti

  • Decidono quali programmi l'utente può o meno usare sul proprio computer
  • Decidono quali funzionalità del computer o del software l'utente può utilizzare in ogni momento
infatti se acquistate windows vista esso vi comporta

  • Se hai ottenuto una copia di Vista assieme all'acquisto di un nuovo computer, quella copia di Vista può essere usata legalmente soltanto su tale macchina, per sempre
  • Se si è acquistato Vista in un negozio e lo si ha installato su un PC. che già si possedeva, si deve cancellarlo completamente da quel PC prima di poterlo reinstallare.
  • Si concede a Microsoft il diritto, per mezzo di programmi come Windows Defender, di cancellare dal proprio sistema programmi che esso ritiene essere spyware.
  • Si acconsente di essere spiati da Microsoft, per mezzo del sistema "Windows Genuine Advantage". Tale sistema prova ad identificare le copie che Microsoft ritiene essere non legittime. ( per questo caso vi consiglio di usare il programma Autopatcher scaricabile sul sito http://www.autopatcher.com/ )

L'originale di questo articolo lo puoi trovare su http://www.no1984.org/Fermiamo_Windows_Vista!

venerdì 8 giugno 2007

L'automobile ad aria compressa


Ecco a voi un esemplare di automobile ad aria compressa

Nel 2002 l'igeniere della Williams Guy Negre a presentato al motor sho di bologna un automobile ad area compressa denominata Euolo, tutta la carrozzeria e fatta di alluminio, fibra di canapa e resina essa e capace di fare 100 kilometri con 0,77 € e raggiunge una velocità di 110 Km/H, essa puo funzionare per 10 ore consecutive nel uso urbano, l'inquinamento riprodotta dalla macchina errà nullo perchè dalla marmitta usciva solamente aria a una temperatura di -20°C che poteva essere utilizzata durante l'estate per il condizionamento del aria, al interno del autovettura c'è un compressore a corente elettrica una volta attaccato esso caricava le bomblole che venivano utilizzate per far funzionare l'autovettura, non essendo la camera di scoppio e non producendo calore al interno del motore la manutenzione costava come riparare una bicicletta, la gente presa di entusiasmo dalla notizia che il sito www.eoloauto.it vene sussidiato di richieste di prenotazione, dopo un paio di mesi il sito scopare e viene messo in vendita.
La automobile ancora lascia delle tracce che ancor oggi su google digitando la parola eolo ( http://ww.google.it/search?hl=it&q=eolo&meta ) compare ai primi posti di ricerca.

previsioni e certezze

Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un auto.
I dirigenti del auto ad area compressa rimandano l'inizio della produzione a data da destinarsi di anno e in anno e fin da oggi non si sa nessuna notizia.



Anche se per alcuni questa sembra una buffala vera e propia

A voi la larga sentenza :D :-)

martedì 22 maggio 2007

Buon compleanno Dr.Faustus

Dedico questo post ad un mio amico di forum che oggi compie gli anni

BUON COMPLEANNO DR. FAUSTUS

lunedì 23 aprile 2007

L'inter vince lo scudetto

Dedico questo articolo ai tifosi del inter


il logo







La squadra






La storia

La storia racconta che l'Inter nacque da una scissione avvenuta in seno al "Milan Cricket and Football Club". Lunedì 9 marzo 1908, all'interno di una saletta del ristorante dell'Orologio (tipico ritrovo della Milano intellettuale per il dopo-teatro), si consuma la rivolta di un gruppo di soci in aperto dissenso con gli orientamenti dei padri-padroni del Milan. La divergenza di opinioni deriva dalla volontà dei soci di accettare giocatori non solo italiani, ma anche stranieri, appunto "internazionali".

Il pittore Giorgio Muggiani è il più attivo nella preparazione dell'iniziativa scissionistica e sarà lui a disegnare il primo distintivo del club: un cerchio azzurro e uno nero che delimitano un fondo dorato e, in bianco, sovrapposte, le iniziali del Football Club Internazionale Milano. Dalla riunione esce uno storico verbale che costituisce l'atto ufficiale di nascita della società:

"I signori fondatori si sono riuniti questa sera col fermo proposito di fondare il nuovo Club. Presenti i signori G.Muggiani, Bossard, Lana, Bertoloni, De Olma, Hintermann Enrico, Hintermann Arturo, Hintermann Carlo, Dell'Oro Pietro, Rietmann Ugo, Hans, Voelkel, Maner Wipf, Ardussi Carlo. Dopo piccole discussioni d'occasione il signor Muggiani propone si passi alla nomina di un consiglio provvisorio da confermarsi nella seduta di mercoledì 11 marzo. Nelle nomine vengono lasciate vacanti le cariche di Presidente e Vicepresidente. Furono nominati: segretario G.Muggiani; cassiere De Olma; economo Rietmann Hans; consiglieri Dell'Oro Pietro e Paramithiotti... Muggiani propone di nominare quale socio onorario il signor ragionier Bosisio, segretario della Federazione Italiana di Foot-Ball. I presenti accettano tale proposta. Il nome del sodalizio è stato unanimemente accettato quale Foot-Ball Club Internazionale Milano. La seduta viene tolta alle ore 11 e 1/2".

Nella denominazione della società, "Milano" avrebbe dovuto essere l'appellativo principale, tuttavia si scopre ben presto che la compresenza del "Milano" e del "Milan" potrebbe dar adito a confusione e si stabilisce che la squadra dovrà chiamarsi con il nome programmatico per il quale è sorta: Internazionale.

Primo presidente fu nominato il socio e consigliere Giovanni Paramithiotti, mentre, per quanto riguarda la figura dell'allenatore, viene impersonata da Virgilio Fossati, capitano della squadra, che pochi anni dopo morirà nella prima guerra mondiale. All'alba degli Anni Venti compare poi stabilmente la figura dell'allenatore.

Origine